Il redditometro non dovrebbe partire, specialmente a breve distanza dalle elezioni. Ciò è in linea con l’impegno iniziale assunto dalla Presidente del Consiglio subito dopo aver assunto l’incarico a Palazzo Chigi: “Non disturberemo chi desidera lavorare tranquillamente”.
Per fortuna, ci sono sempre coloro che pagano le tasse direttamente alla fonte, come i dipendenti e i pensionati.
Il redditometro non è più in vigore. Forse sarà necessario trovare un nuovo nome, potremmo chiamarlo “Accertamento Sintetico 2.0”. “Ecco”….
In questi giorni ne è stato discusso in modo inappropriato.
Quali sono state le azioni. Considerando l’intervento del Garante della Privacy e dell’Istat, si è cercato di ridefinire il sistema per contrastare i grandi evasori che eludono il pagamento delle tasse possedendo auto di grossa cilindrata, yacht o altri beni di lusso.
La Presidente del Consiglio Meloni ha ritenuto opportuno approfondire ulteriormente la questione, pertanto la misura è stata sospesa. Tuttavia, se ne riparlerà.
Il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo è attualmente al centro di un dibattito acceso per la reintroduzione di ciò che tutti hanno definito come redditometro.
Gli italiani hanno bisogno di un sistema fiscale semplice e trasparente, di una riduzione del carico fiscale, in particolare per le classi medie che stanno scivolando verso la povertà.
Per quanto riguarda la revisione del decreto ha precisato, i tempi sono stretti: venerdì si terrà un Consiglio dei Ministri e la prossima settimana vi sarà un incontro con i vertici del governo e dei partiti.
Tuttavia, il concetto e gli obiettivi sono già chiari: non c’è alcuna intenzione di riportare in auge periodi fiscali gravosi o momenti in cui anche i benestanti versavano lacrime. Staremo a vedere ma i dubbi rimangono
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